Premessa

Questo non è altro che un blog con la funzione di "raccoglitore" di tutti i post di Keira Bailey, un personaggio inventato da BibiGio e che agisce nel Gioco Di Blog Ordinary World. Ogni fatto ed avvenimento è di fantasia ed ogni riferimento a fatti o avvenimenti realmente accaduti è casuale. L'aspetto di Keira è quello dell'attrice Keira Knightley, ma a parte l'aspetto, il personaggio non ha alcuna attinenza con lei.

Keira Bailey

Nome: Keira Jane
Cognome: Bailey
Data di nascita: 30 novembre 1984
Età: 23 anni

Sorella minore di Jake, è rimasta a vivere a Londra con i genitori.
Si era iscritta all’Università di Biologia, ma quando il padre le vietò di trasferirsi per un anno di studio a Bali a causa degli tsumani, la ragazza ha lasciato il corso e si è iscritta a veterinaria.
Ha passato un anno in Australia dove ha conosciuto Joel, ma la loro storia è finita quando Keira ritornò a Londra. Tuttavia sono rimasti buoni amici.
Il suo primo vero amore però è stato Josh, un ragazzo conosciuto al liceo e con il quale ha avuto una storia di due anni che si è conclusa a causa della lontananza dei due.
Keira può vantare un’ampia lista di conquiste maschili, tutte legate al campo della musica e delle moto.
È infatti una ragazza spigliata, estroversa e intraprendente, oltre che bella.
Adora la musica rock e le moto, ma i genitori le hanno sempre impedito di possederne una.
È disordinata, smemorata e confusionaria.
Vivrebbe di gelato e cioccolato e invade il frigorifero di cibi poco salutari.
Può comunque vantare un fisico snello grazie alla sua passione smisurata per lo sport.
Odia le faccende domestiche e cucinare, fatta eccezione per i dolci.
È una ragazza ottimista e indipendente, ma soffre di momentanee crisi depressive.
Adora gli animali, che collezione come peluche. Ha un golden retriver, Johnny.
Telefilm e film dipendente, ama le commedie romantiche e gli horror.
Legge anche molti libri, soprattutto fantasy, infatti è un’inguaribile romantica alla costante ricerca del suo principe azzurro.
Si è trasferita a New York a casa del fratello lasciando senza troppe remore Edward, il ragazzo con cui stava da un anno e che gli era stato presentato dal padre, in quanto è un promettente giovane avvocato penalista.

About...

ragazzi
sfoghi
vita quotidiana

Friends

Alex McDowell
Alexandra Collins
Amanda Philips
Antea McDowell
Blaine Foley
Chris Marshall
Eve Philips
Ian Foley
Jake Bailey
Kathleen Philips
Mike McDowell
Samuel Townsend

Credits

A Stylish Diaries Maker production;
Immagini da Google;
Texture da Hybrid Genesis;
Hosting by Splinder e Altervista

lunedì, 17 settembre 2007, 20:59

Sento bussare sullo stipite della porta “Ehi che stai facendo?”
Rimango ferma davanti allo specchio ad ammirarmi “Secondo te ho delle gambe da modella?”
Chris si avvicina e vedo il riflesso del suo volto perplesso “Amber ce le ha più belle.”
“Grazie, lei è” calco bene il verbo “una modella.” gli rivolgo un sorriso sarcastico.
“E allora cosa me lo chiedi a fare.” sbotta lui.
“Niente, lascia perdere.” brontolo “E’ che Alexandra ha detto così…”
“Ancora con questa storia? Ma cosa te ne frega di quella? Ti ha sfidato, ha perso e basta. Perché devi rimuginarci su da giorni?”
“Non capisci niente come al solito, Chris” scuoto la testa “Alla fine abbiamo discusso per una sciocchezza. Lei non mi ha mai fatto nulla di male, credo dovremmo chiarirci.”
“Ma se l’avresti ammazzata per il fatto che aveva organizzato una festa prima di te.”
Scrollo le spalle “Acqua passata. Credi che ce l’abbia ancora legata al dito quella storia?” lo guardo sorpresa di quanto ancora non mi conosce bene.
“Conoscendoti…”
“No, tu non mi conosci proprio per niente!” sbotto seccata, infilandomi un paio di jeans presi a caso.
“Si può sapere che hai? Sono giorni che sei più nevrotica e intrattabile del solito.” si lamenta Chris fissandomi.
Gli lancio uno sguardo infuocato “Io non sono né nevrotica né intrattabile.” e senza nemmeno salutarlo esco dalla camera.
“Johnny!” chiamo il Labrador, che arriva scodinzolando “Andiamo a fare una passeggiata.” attraverso a passi veloci e marziali il corridoio. Sento delle urla litigiose dall’appartamento accanto, un ragazzo e una ragazza, sicuramente Antea e il fratello  Mister Arroganza Alex, come lo chiama Chris.
“Alle otto del mattino?” mi domanda quest’ultimo. Sembra quasi sconvolto. E nemmeno un meteorite in procinto di cadergli sulla testa riuscirebbe a farlo “Senza nemmeno fare la tua scorta mattiniera di cereali al cioccolato?” ecco cosa lo turba tanto.
“Fatti i fatti tuoi” mi fermo di scatto, voltandomi verso di lui e fulminandolo con lo sguardo.
“Scusa se mi preoccupo per te” ribatte offeso.
“Fatti i fatti tuoi” ripeto, quasi ringhiando.
“Lasciala stare, Christopher. Non è giornata.” Jake saggiamente interviene, sbucando fuori dalla cucina, asciugandosi le mani con uno strofinaccio. E Chris saggiamente sa che quando viene chiamato con il nome intero è meglio stare zitti.
Il campanello suona. Non chiedo nemmeno chi è. Apro la porta di scatto, facendola sbattere contro il muro. A malapena vedo Antea e a malapena la saluto, dopo aver afferrato il guinzaglio di Johnny e precipitandomi sul pianerottolo come un tornado.
Schiaccio con impazienza i bottoni dell’ascensore, imprecando sul perché è sempre dannatamente occupato quando mi serve. Alla fine decido di scendere per le scale. Quasi vado addosso ad Amanda, che sta correndo su per le scale. Probabilmente dovrà rendere nota una notizia su Sergey di vitale importanza a Blaine o ad Antea o ad entrambe.

Sono ore che passeggio a casaccio per il parco sotto casa e il cellulare non ha smesso di suonare l’arrivo di, quanti, un centinaio di messaggi? Se non di più. Se ne può anche andare al diavolo. Lui e il suo essere un avvocato perfettino e maniacale. Credevo fosse più intelligente. Se spera che gli risponda, si sbaglia di grosso e se prova a venire fin qui lo affogo nel lago.

“Ciao.” una voce maschile richiama la mia attenzione. Alzo lo sguardo dal cellulare che stringo tra le mani e lo poso su Samuel. Non l’avevo nemmeno sentito arrivare.
“Ciao.” replico laconica, mentre il labrador fa le feste al ragazzo.
“Bel cane.” commenta.
“Grazie.” non è da me essere così di poche parole.
“Come si chiama?”
“Jhonny” e dopo qualche attimo di silenzio aggiungo “Come Jhonny Depp, il mio attore preferito in assoluto.” spiego.
“Depp è anche il mio attore preferito.” dice, sedendosi sulla mia stessa panchina.
Il mio sguardo si illumina leggermente, mentre mi volto a sorridergli “E’ favoloso, stupendo, irraggiungibile. E non lo dico solo dal punto di vista estetico. Sì, è bello, è vero, ma vuoi mettere la sua grande espressività, la sua genialità e bravura recitativa? Riesce a passare con disinvoltura pazzesca da un ruolo all’altro e caratterizza sempre i suoi personaggi in maniera impeccabile.” mi fermo, stavo iniziando a parlare a ruota libera, come al mio solito quando un argomento mi appassiona.
Samuel annuisce “Hai visto l’ultimo Pirati dei Caraibi?” più che una domanda è un’affermazione.
“Certo che sì!” esclamo “Due volte! Bellissimo, non trovi?”
“Non particolarmente, per me” commenta tranquillo “Ho trovato la trama troppo incasinata. Ma Johnny Depp è stato come sempre il migliore” afferma sicuro.
“Johnny è Johnny” sospiro “L’unica pecca per me è il destino di Will. Poverini, lui ed Elizabeth. Non è triste?”
“Sinceramente io non vedevo l’ora che Will morisse.” replica, contraddicendomi.
“Che sadico.” rido, scuotendo la testa “Comunque la mia scena preferita è stata quella di Jack Sparrow in quella specie di limbo bianco spacca-retina e il sasso-granchio. Quando lo guarda e gli dice ‘Sciò’. Sono morta dal ridere e ci credi che rido come un’idiota ancora adesso quando ci penso?”
Annuisce di nuovo “Ho riso anche io per quella scena. Esilarante.”
Il mio cellulare suona. Un nuovo messaggio. L’ennesimo.
“Scusa.” faccio a Samuel e leggo l’sms. L’allegria scompare di nuovo e il pessimo umore torna a farsi sentire.
“Stupidi inglesi.” borbotto più a me stessa.
Il mio vicino di casa non dice nulla, si limita a guardarmi in silenzio.
“E’ davvero insopportabile. Insistente, per la precisione. Gli ho già risposto picche, ma lui no, continua a stressarmi da giorni, con telefonate, messaggi, e-mail. E vuole anche venire qui!” sbotto, fissando Samuel.
“Lo sapevo fin dall’inizio che non era il mio tipo, e invece ho voluto provarci lo stesso. Sono sempre uscita con ragazzi che sono il suo completo opposto. Rockers, batteristi, motociclisti, il classico ragazzo più popolare e carino della scuola. Facevo pure la groupie di un gruppo emergente londinese.” ricomincio a parlare a ruota libera, ma Samuel sembra disposto ad ascoltare.
“E’ tutta colpa di mio padre. Ha voluto infilarci il naso. Non gli sono mai piaciuti i ragazzi che frequentavo e quando, un giorno, mi ha trovato a letto con uno di loro… Oh non fraintendere, non stavamo facendo niente, avevamo ancora l’intimo addosso, parlavamo… Beh ecco è andato su tutte le furie, come potrai immaginare.” sorrido nervosamente.
“E così una sera ha organizzato una cena, invitando lo staff del suo studio legale, con il preciso intento di farmi conoscere ragazzi per bene, come dice lui. È stata in quest’occasione che ho conosciuto Ed. È un ragazzo molto intelligente e colto, un promettente futuro avvocato, il preferito di mio papà. E anche molto carino, lo ammetto. Dolce, simpatico, premuroso. Sembrava il ragazzo perfetto, nonostante tutto.” continuo a raccontare.
“Così mi son detta Perché non provare a uscire con questo Edward. Ma dopo un anno non sono più riuscita a resistere. All’inizio era perfetto, ma poi si stava trasformando in una specie di copia di mio fratello. Per questo ho fatto le valigie e mi sono trasferita a New York da Jake.”
Sono scappata, è questo quello che ho fatto. Non sono stata in grado di dirgli che era finita. Semplicemente, me ne sono andata.
“Ed credeva che andavo solo a trovarlo, per qualche settimana. Non gli ho mai detto di averlo lasciato, ma credevo che ci sarebbe arrivato, prima o poi, non sentendomi più.” continuo “E ora lui vuole sapere che fine ho fatto, perché sono qui da mesi e mai una telefonata o un messaggio. Gli ho detto che avevo deciso di trasferirmi qui a studiare. Ha voluto sapere perché. Perché non gliene avevo parlato. Ha detto che si sarebbe fatto assumere nello studio di mio fratello e gli ho detto che non era il caso. E di nuovo ha voluto sapere perché. Gli ho detto che è meglio se non ci vediamo più e lui ora vuole venire qui a New York.” sospiro.
Samuel rimane in silenzio e io riprendo a parlare “Scusami, ti ho annoiato con i miei problemi.”
“Non mi hai annoiato.” inizia a dire lui “Storia complicata, ma da quello che ho capito non hai dato molte spiegazioni a questo Edward prima di trasferirti qui. Forse dovresti dirgli il motivo per cui è meglio se non vi frequentate più, sarebbe più corretto nei suoi confronti.” mi consiglia.
“Hai ragione.” sospiro “Lo farò. Grazie della chiacchierata. Mi sento più leggera ora.” accenno un sorriso, alzandomi e rimettendo il guinzaglio a Johnny “Ci vediamo.” lo saluto, dirigendomi verso il nostro palazzo. A metà strada mi fermo e mi volto verso Samuel “Quando hai voglia di parlare, di qualsiasi cosa, sai a che interno suonare.” sorrido e lo saluto con un cenno di mano, al quale risponde. Poi mi incammino di nuovo verso casa.

"Un minuto! Un minuto!" grido correndo verso l'ascensore del palazzo, che si sta chiudendo. Per fortuna la persona che vi è dentro lo blocca e fa riaprire le porte. Io e Johnny ci infiliamo velocemente. "Grazie mille" ansimo per il fiatone. Solo quando alzo lo sguardo sull'altro mi accorgo che è Mike.
"Hey” mi risponde dolcemente, sistemando il cellulare nella tasca dei pantaloni. "Come va?" s'inchina in avanti per accarezzare il cane.
"Bene." rispondo frettolosamente, sistemandomi una ciocca di capelli dietro l'orecchio.
"Sicura?" alza il volto dal cane, per fissarmi negli occhi, è serio ma sorridente "Sembri tesa.." continua incerto. Conoscendolo almeno un po’, potrei giurare che non vuole risultare molesto o indiscreto.
"Solo pensierosa." sorrido facendo spallucce. "E tu? Tutto bene?" cerco di cambiare argomento.
"Se non consideri un fratello e una sorella che tentano di mandarmi al manicomio... Tutto bene..." si alza e mi fissa, non ci siamo visti molto dopo le feste, e dopo i nostri baci... "Sei libera stasera?" chiede tentennante.
"Sì, sono libera." lo guardo con un sorriso. Mi piacerebbe stare un po’ con lui, mi fa stare bene.
"Bene..." ammette sinceramente "Allora ti porto in un ristorantino fantastico, nell'Est Side, ti va?"
"Certo che mi va! Mi piace uscire con te. Lo farei tutti i giorni!" esclamo, forse con troppo entusiasmo. Devo ricordarmi che ho promesso a Jake di non bruciare le tappe con Mike. Tossisco leggermente imbarazzata, voltando lo sguardo sul cane.
Lui sorride imbarazzato. "Anche perchè non ci siamo poi visti molto" ammette arrossendo leggermente, lo posso notare con la coda dell'occhio.
Torno a guardarlo "Già..." mormoro, sistemandomi una ciocca di capelli dietro l'orecchio.
"Così eviterai di cambiare sempre discorso, e mi dici cosa ti succede, ok?" sorride semplicemente, giocherellando con una catenella che ha al collo, non riesco a vedere il ciondolo. "Perchè non sei la Keira che ho conosciuto mesi fa" mi fà l'occhiolino e sorride.
Sorrido anche io. Mi ha fatto piacere che si sia reso conto che ho qualcosa che non va. "Devo solo chiarire una cosa con una persona." minimizzo, facendo spallucce. Non mi va di raccontare proprio a lui di Edward. O perlomeno non finchè la questione non sarà chiusa definitivamente.
"Ahia. Ex, non è vero?" chiede quasi di getto, per poi mordersi il labbro inferiore. "Non voglio impicciarmi, ma credo che l'unica persona che ti può togliere il tuo classico sorriso sia proprio un ex.."
Lo guardo stupita. Credo di essere rimasta a fissarlo per qualche secondo con la bocca spalancata e la faccia da ebete. "Peccato che lui non lo abbia ancora capito che è un ex." sospiro, mentre le porte dell'ascensore si aprono.
Molto galantemente mi fà passare per prima, e con un leggero inchino da parte sua. "Immagino che lasciarti non sia una cosa così semplice" commenta ermetico, ma senza abbandonare il suo sorriso. "Dagli tempo e lo capirà no?"
"Il mio trasferimento qui senza più farmi sentire non gli poteva bastare?" rispondo impulsivamente, con ironia tagliente, pentendomene un secondo dopo. "Scusa, non volevo prendermela con te." dico abbattuta.
"Oh guardala con un'altra prospettiva... Sei talmente fantastica, che ti ha seguito dall'altra parte del mondo" risponde pacatamente, con la sua solita gentilezza.
"Sshhh non lo dire" mi porto l'indice sulle labbra, a indicargli di fare silenzio, e lo guardo con aria cospiratoria "Che vuole venire qui davvero" mi guardo intorno circospetta.
"Per me è già sull'aereo.." scherza a bassa voce, mimando la mia stessa aria circospetta.
"Per me è già qui..." brontolo, trattenendo una risata.
"Allora Keira fatti trovare pronta per le otto" mi dice sorridente infilando la chiave nella toppa di casa.
"Puntualissima, promesso." gli faccio l'occhiolino e poi un bel sorriso.
"A dopo" mi sorride per poi sparire dietro la porta.
"Aspetta, Mike!" lo richiamo a voce alta, sperando che mi abbia sentito.
Dopo qualche secondo sento la serratura della porta scattare, e il viso di Mike sporgere da dietro lo stipite. "Sì?"
Lo raggiungo velocemente e gli do un piccolo bacio sulla guancia, vicino all'angolo delle labbra. "Grazie" sorrido, per poi allontanarmi di un passo per guardarlo meglio negli occhi.
"Prego" sorride dolcemente. "A dopo" e richiude la porta alle sue spalle, dopo avermi fatto un occhiolino.

“Christopher a rapporto immediatamente! In camera mia entro un secondo.” dico a voce alta percorrendo il corridoio a grandi falcate senza nemmeno accertarmi che sia in casa.
“E se non ci fosse?” mi chiede Jake. È seduto sul divano ad ascoltare un cd di musica jazz.
“Tanto lo so che c’è. Lui c’è sempre in casa quando mi serve.” faccio spallucce.
“Hai chiarito?” mi guarda eloquentemente.
“No, ma lo farò domani.”
“Keira…” mi lancia un’occhiata di rimprovero.
“Ti prego, stasera Mike mi ha invitata fuori a cena. Non vorrai che mi rovini la serata per colpa di quell’ottusa copia di te?” lo guardo supplicante, sperando che capisca.
Mio fratello sbuffa, poi alza gli occhi al cielo come a dire Fa’ come vuoi.

Mi infilo in camera e richiudo la porta alle mie spalle.
“Nel Paese delle Meraviglie di Keira un secondo dura un’ora per caso?”
“Zitto e ascolta” senza nemmeno guardarlo apro l’armadio e inizio a tirare fuori tutti i jeans, vestiti, gonne, maglie e camicette che ho.
“Ehi, guarda che sul letto c’ero già io” brontola Chris “I tuoi abiti mi stanno sommergendo.”
“E’ un modo carino per sfrattarti da lì sopra”
“Quale, il soffocarmi con la canotta di Prada?” chiede ironico.
“Non ce l’ho nemmeno la canotta di Prada…” lo correggo.
“Allora saprò cosa regalarti a Natale” ride.
“Guarda che arriva prima il mio compleanno…” lo correggo nuovamente.
“Allora per il tuo compleanno”
“Chris, piantala e stammi a sentire. Che devo andare a cena fuori stasera!” lo riprendo.
“E allora?” domanda ingenuamente.
“E allora Mike mi ha invitato a cena fuori. In un ristorante dell’Est Side. Cioè un bel ristorante.” Specifico.
“Aahhhh ecco” annuisce “E allora?”
“Allora mi devi consigliare cosa mettere!” sbraito.
“Giacca e cravatta?”
“Christopher, la pianti di fare l’imbecille?”
“Ok va bene. Come sei nevrastenica oggi” sbuffa.
“Io non sono nevrastenica oggi”
“Ah già è vero, lo sei da tutta la settimana” ride.
“Christopher” ringhio quasi.
Sospira “Senti, io devo passare da Amber quindi non ho tempo da perdere con te.” Fruga tra i miei vestiti ammucchiati sul letto “Pantaloni neri e un top all’americana simile a un gilet, nero. Decolté con il tacco, nere. E capelli mossi e sciolti. Poco trucco, punta sul rossetto, ma non rosso.” mi sistema i due capi sopra tutti gli altri, e mi parla assumendo una voce professionale.
“L’ho sempre detto che tu sei gay” lo prendo in giro “Frequentare l’ambiente dell’alta moda ti fa bene, eh?” ridacchio.
Lui annuisce “Ho imparato qualche trucchetto” mi fa l’occhiolino.
“E io ne approfitto” sorrido “Come sta Amber?”
“Meglio. La febbre è passata, ma è più prudente se sta ancora un po’ riguardata”
“Salutamela”
Lui annuisce, sedendosi di nuovo sul letto.

Dopo mezz’ora, se non di più di preparativi sono pronta. Chris si è anche divertito a farmi i boccoli con l’arricciacapelli. Grazie al cielo non mi ha bruciato le orecchie.
E per una volta in tutta la mia vita sono perfettamente puntuale. Come avevo promesso a Mike.

KEIRA BAILEY

sfoghi, vita quotidiana, ragazzi
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Milk and Toast and Honey

domenica, 20 maggio 2007, 10:54

Il giorno dopo la cena a casa di Antea, cioè il giorno dopo  il mio arrivo a New York
 
La sveglia del cellulare suona, riportandomi alla realtà. Apro gli occhi e per qualche istante non ricordo dove sono. So solo che il soffitto e il lampadario non sono quelli della mia stanza. Questo è… è… è così orribilmente orribile con quel suo colorito rosa confetto. E io odio il rosa confetto.
Mi tiro su a sedere, intontita. Sbadiglio rumorosamente. Ora ricordo. È ovvio che questa non è la mia stanza, non sono più a casa a Londra. Per fortuna. Sono a New York, da Jake, lontana un oceano e un continente da quel bamboccio di Edward. Ma non riesco ancora a pensare che sia una fortuna trovarmi qui. Mio fratello a volte è così terribilmente noioso con tutte quelle sue manie da avvocato perfettino. Spero almeno che i suoi vicini siano simpatici. Quelli di ieri sera sicuramente, anche se non riesco a ricordare i nomi, erano in troppi per il mio povero cervello stressato dal viaggio e dal fuso orario. Ho messo la sveglia, d’accordo, ma sinceramente non ho la più pallida idea di che ore siano.
Sento qualcosa di umido e ruvido leccarmi la mano e sussulto.
“Johnny” accarezzo la testona del mio golden retriver. Quegli animali della compagnia aerea l’hanno per forza voluto far viaggiare nella camera pressurizzata, con i bagagli. Dovrò assumere Jake per far loro causa, tanto è pure gratis.
“Ora ti porto fuori… fammi almeno guardare che ore sono…” prendo il cellulare e lo accendo. Detesto non avere la mia bella sveglia digitale con i suoi bei numeri grandi e rossi delle ore. Chissà in quale scatolone è finita. E chissà soprattutto dove sono finiti gli scatoloni con la mia roba, che è più preoccupante.
Johnny continua a leccarmi e a spingermi la mano “Senti…” sbuffo spazientita “Se ti scappa proprio va a farla in camera di Jake… vai su, che il tuo fratellone è impaziente di conoscerti…” cerco di mandarlo via “Sono solo le otto, abbi pietà di me che mi devo abituare a questa orribile stanza dall’orribile lampadario rosa” brontolo, segnando sul mio taccuino mentale Comprare un nuovo lampadario.
Ma la mia mente è occupata da un solo numero: 8. Lancio un urlo e mi alzo di scatto dal letto, fiondandomi in salotto, dove spero Jake tenga un televisore, con il cane alle calcagna.
E lì, appeso al muro, c’è il più grande e favoloso televisore al plasma che abbia mai visto, con impianto home theatre. Questa casa è già il mio paradiso. Accendo la tv cercando freneticamente Mtv, e solo quando vedo la sua bellissima faccia invadere tutto lo schermo, alzo il volume. Mi siedo a terra, restando a guardarlo estasiata. Ora sì che la mia giornata può iniziare. E anche nel migliore dei modi.
“Sì può sapere che cos’è tutto questo baccano?!” una voce maschile, decisamente sconosciuta mi rimbomba nelle orecchie “Uno torna alle sei del mattino e nemmeno più dormire in pace fino a mezzogiorno?!” un ragazzo biondo, in boxer, mi sta fissando truce dalla porta del salotto.
“E tu da dove sei uscito? Da sotto il cavolfiore?” lo guardo inarcando un sopraciglio, contrariata per la sua intrusione.
“No da sotto il letto della mia camera” sbadiglia lui, venendosi a sedere vicino a me “Ma che ci trovate in quello… Io sono più fico” guarda critico il televisore e le immagini che trasmette.
Mi alzo in piedi e mi paro davanti a lui, a gambe divaricate e pugni sui fianchi “Senti bamboccetto gay. Non osare nemmeno lontanamente paragonare al mio Jared, capito?” lo guardo arrabbiata.
Lui mi scruta attentamente, dal basso in alto e viceversa, poi sorride sornione “Però, hai una bella carrozzeria. Per essere un bamboccetto gay, come mi chiami tu, ti trovo molto sexy con quel completino intimo di pizzo bordeaux”
“Brutto pervertito” e gli pesto con forza le dita nude di un piede, con il tallone. Lo sento urlare e mandarmi pesantemente al diavolo.
In quel momento anche Jake fa la sua comparsa “Ragazzi si può sapere che sta succedendo? Keira spegni la tv!” brontola avvicinandosi al telecomando.
“Keira… Già la sorella pazza…” ride il ragazzo biondo “Ma non doveva arrivare domani?” si volta verso mio fratello, che nel frattempo ha abbassato il volume. Solo ora sento che dall’appartamento affianco giunge musica a tutto volume. Beate le mie orecchie che dopo la soave voce di Jared possono sentire l’altrettanto soave voce di Gerard.
“Io non sono pazza” tiro un calcio negli stinchi al tipo, che si lamenta di nuovo dal dolore, prima di rialzarsi.
“Keira piantala di prendere a botte Chris” mi riprende sospirando Jake.
“Chi è? Il tuo amante?” fisso in cagnesco il ragazzo, avvicinandomi a lui per studiarlo bene. Devo capire se può essere un nemico o un alleato, in questa casa.
“Non è il mio amante, è solo il mio coinquilino” sospira di nuovo.
“Piacere di fare la tua conoscenza, sorella pazza di Jake” ride il biondo dandomi una pacca sul culo così irriverente da lasciare anche me di stucco.
“Keira. Mi chiamo Keira, bamboccetto gay” sibilo contrariata, dirigendomi verso la cucina.
“Chris! E sono tutto fuorché gay!” lo sento ridere, pochi passi dietro di me.
Sento suonare alla porta e senza troppi problemi mi avvicino per aprirla.
“Keira non vorrai…” ma ormai la paura di mio fratello si è avverata. Ebbene sì, ho aperto la porta in mutande e reggiseno, senza nemmeno chiedere chi era. Mi ritrovo davanti una delle ragazze di ieri sera, con una minigonna e una canotta della Jack Daniel’s.
"Hey" mi saluta con un sorriso. "Posso entrare?" domanda gentilmente.
"Sì certo" mi scosto per farla passare "Tu sei quella con il nome curioso..."
"Antea, si chiama Antea" mi interrompe Chris, avvicinandosi alla ragazza e salutandola con un bacio sulla guancia.
"Te l'ho chiesto come si chiama?" lo guardo seccata e me ne torno in cucina dove Jake sta preparando la colazione.
Antea passa un braccio intorno alla vita di Chris "Non trattarmi male Chris, che poveretto è indifeso" scherza la ragazza sorridente.
"Ciao Jake" lo saluta con calma apparente nel tono "Ero venuta a congratularmi con chi ha sparato a tutto voluto Jared!"
Jake sorride alla ragazza e lo vedo che mi indica con una mano. Ignorandolo mi preparo la mia consueta tazza di latte e cereali, ma appena apro il frigo inorridisco.
"Cos'è questa morte civile? Ci sono le balle di fieno che rotolano in mezzo a tutti questi cibi biologici" brontolo, afferrando il latte e chiudendo lo sportello con poca grazia "Dovrò andare a fare la spesa oggi"
"Se vai a casa mia trovi ciambelle fresche sul tavolo" dice divertita "Jake non è famoso per i cibi gustosi"
Chris ride di gusto "Ti salvo io dal rischio di morire d'inedia" mi dice aprendo le ante di mobile. I miei occhi luccicano alla vista di tutte quelle ipercaloriche schifezze.
"Questa è la mia dispensa segreta, ma possiamo dividerla anche con le tue cose, appena vai a svaligiare il supermercato" sorride il biondo.
"Amore, ti fermi a colazioni con noi?" chiede dolcemente Jake alla ragazza.
Mi giro di scatto verso mio fratello "Chi hai chiamato amore?" lo guardo perplessa, poi guardo Antea con curiosità.
"No grazie, devo sistemare camera" risponde con un pizzico di astio nel tono della voce "Mike è rientrato stà notte, e mi ha buttato giù dal letto arrabbiato" sospira scuotendo la testa. "Keira, piacere di averti come vicina di casa"
"Mike? chi è Mike?" mi intrometto curiosa, strappando dalle mani di Chris la scatola di cereali, che brontola arrabbiato "E così sei la ragazza di mio fratello!" esclamo sorridente verso Antea "E tu perchè non me l'hai detto, stupido?" dopo essermi versata i cereali nella tazza, lancio la scatola contro Jake, facendone cadere alcuni a terra. I due ragazzi protestano animatamente: mio fratello per i cereali a terra e sul tavolo, Chris perchè erano i suoi preferiti. L'unico che non protesta è Johnny, che si mangia quelli caduti.
"Sì, oggi a quanto pare sì, sono la ragazza di tuo fratello, ieri ero l'amica, domani magari chissà, sarò l'apprendista" rispose divertita "Mike è uno dei miei fratelli, domani ne arriva un altro" sorrido.
Lancio un'occhiata fulminante a Jake "Mamma non te l'ha detto che una fidanzata non si presenta mai e dico MAI come un'amica?!" poi torno a sorridere verso Antea "Poi voglio conoscerli"
"Ecco grazie Keira, almeno ci sei te..." dice grata per aver fatto notare a Jake la cosa che non le andava giù "Guarda se vuoi in settimana potete venire tutti e tre a cena" mi propone con un sorriso a 32 denti.
"Evvai non si mangia biologico!" esclama Chris al settimo cielo, sputacchiando qualche cereale sul tavolo e beccandosi un'occhiataccia contrariata da parte di mio fratello.
"Se in questa casa non ci fossi io moriresti di fame" brontolò verso il ragazzo.
"A proposito di cucinare..." mi alzo dallo sgabello e mi avvicino a Jake "Non è che avresti voglia di passare una bella domenica insieme alla tua sorellina preferita che è tanto che non la
vedi?" gli chiedo strusciandomi ruffianamente su di lui. lo sento sospirare "Che vuoi adesso?"
"Stasera a cena potrei invitare la tua ragazza e tutti i tuoi amici del palazzo per una mega cena, così faccio amicizia" sorrido raggiante.
"E io dovrei cucinare per un esercito?" Jake inarca un sopraciglio "Ovvio, sai che io non sono capace. Ma io faccio i dolci" sbatto gli occhioni dolcemente.
"Keira, cucino io se vuoi, almeno non ci ritroviamo a mangiare sedani e carote" propone Antea mentre lottava con Chris per un bicchiere di succo.
"No no il menu lo decido io, altro che sedani e carote. Tu cucini e basta" punto un dito contro il petto di Jake, risoluta. "Basta che la spesa la fai tu" dice lui rassegnato.
"Chi mi accompagna?" chiedo ai due ragazzi. Chris alza subito la mano.
"Io vado, ho una casa da sistemare" dà un bacio sulla guancia a Chris "Buon divertimento.." dice rivolta a me e a Jake.
"Ciao Antea! Ci vediamo più tardi!" la saluto allegra, mentre corro in camera a vestirmi.
“Mi presti la macchina fratellone?”
“Scordatelo!”
“Io so dove tiene le chiavi”
“Non provarci Chris!”
Esco tranquillamente dalla mia camera, affiancando il ragazzo “Io lo distraggo e tu gliele rubi” sussurro al suo orecchio.
Annuisce “Sai correre veloce?”
“Più della luce” gli faccio l’occhiolino.
“Allora a posto, sorella” ricambia e con nonchalance si allontana verso l’ingresso.
Raggiungo Jake in cucina, bloccandolo proprio poco prima che esca.
“Christopher ha la moto, potete usare quella. È anche una di quelle moto da corsa che ti piacciono tanto” mi guarda sornione. Sa che vado matta per quelle moto, ma no. Questa volta devo resistere. La moto da corsa non ha paragoni, ma la Mini Cooper di mio fratello neanche. E siccome ho in previsione di svaligiare il supermercato, mi serve una macchina per portare tutto a casa.
“Sorella di Jake” grida Chris dall’ingresso “Muoviti o facciamo tardi”
“Devo andare, scusa fratellone” gli stampo un bacio frettoloso sulla guancia e scappo verso l’ingresso. Per fortuna sono veloce, perché Jake cerca di afferrarmi.
“Christopher, posa le chiavi immediatamente!”
“Quali chiavi?”
“Quelle della mia macchina!”
“Mica ce le ho io” e me le infila tra le mani, aprendo la porta e uscendo di corsa “Punta alle scale. Gli ascensori sono sempre occupati” mi consiglia.
“A dopo fratellone!” lo saluto cercando di chiudere la porta, ma Jake la blocca. Schizzo via verso le scale “Corri corri corri!” spingo Chris e insieme ci fondiamo letteralmente giù per le scale.
“Tornate indietro! Non vi azzardate a usare la mia macchina!” sentiamo mio fratello gridare sul pianerottolo e dalla tromba delle scale, e scoppiamo a ridere.
 
Qualche giorno dopo
 
Alla fine la cena non l’ho più fatta. Jake si è rifiutato categoricamente di aiutarmi a cucinare e si è chiuso nello studio giallo, come lo chiama Chris, a lavorare. Dice lui. Ma io mica ci credo. Alla fine più di riempire scaffali, frigorifero e congelatore di schifezze, non ho fatto altro. Anzi a dir la verità di altro ho fatto, eccome! Sono arrivati tutti gli scatoloni delle mie cose e ho passato intere giornate a disfarli. Ho comprato il lampadario nuovo, ma Chris cercando di aiutarmi a sostituire il vecchio perché sosteneva che fossi incapace di farlo, ha finito per romperlo. Il lampadario vecchio per fortuna, altrimenti con quello che mi è costato avrei rotto la testa di Chris. Jake ha urlato per tutto il pomeriggio. E ha urlato anche per la musica tenuta ad alto volume. Mi chiedo come riesca ad avere ancora la voce. Forse con il mestiere che fa si è fatto rifare le corde vocali in acciaio. Ho anche ridipinto la mia stanza, sempre con l’aiuto di Chris. Ora è metà rosa e metà bianca. Solo che la metà bianca è già tappezzata di poster di Jared e Johnny. Non il mio cane, l’attore.
Senza contare che ho dovuto imparare la strada per arrivare all’Università. Con la metropolitana. Perché ancora non sono riuscita a comprare uno scooter e la Mini la usa Jake e se non la usa si porta dietro le chiavi. E Chris pure usa sempre la moto. Così io sono l’unica scema di casa a essere appiedata.
 
“Me l’hai promesso. Jake, me l’hai promesso” gli ricordo mentre facciamo colazione e io e il biondo ci litighiamo come sempre i cereali, anche se ognuno ha la sua scatola. Ma come dice il detto, i cereali del vicino sono sempre più croccanti.
“Sì Keira, sì Keira” sospira mio fratello, bevendo il suo caffè italiano e leggendo il giornale “E si cucina, o meglio cucino, quello che vorrai tu. Niente cibi biologici” ripete meccanicamente “E non esultare tu laggiù” Chris richiude la bocca senza emettere nessun suono e riprende a mangiare.
Mi alzo di scatto “Vado in piscina a fare una nuotata, poi passo a fare il giro degli inviti” sorrido e mi dirigo verso la porta. Non per niente ho fatto colazione in costume da bagno.
 
“Jake! Jake!”rientro in casa sbattendo la porta e fiondandomi in camera sua “Tu non hai la più pallida idea di chi abbia incontrato!” esclamo entusiasta.
“Dean che ti ha detto che sei la donna della sua vita?” ipotizza, mentre si finisce di vestire.
“No meglio!” lo guardo raggiante e lui resta perplesso. Ha ragione, poverino. È da quando ho visto l’istruttore di nuoto che dico che è l’uomo giusto per me “Mike!”
“Mike?” lì per lì non sembra capire, poi aggrotta la fronte “Ah… quel Mike” sorride.
“Perché non mi hai mai detto di avere un vicino di casa nonché migliore amico così fico?” poso le mani chiuse a pugno sui fianchi, fissandolo minacciosa, gli occhi ridotti a due fessure “Sarei venuta qui a nuoto molto tempo fa”
“E quando hai visto Mike?”
“In piscina. Gli sono praticamente finita addosso o quasi” rido.
Jake sospira “E ora è lui il primo della tua infinita lista di possibili fidanzati?” chiede ridendo.
“Uhm… sì… può darsi… dovrò conoscerlo meglio prima…” rimango vaga.
“Keira ti prego, è il mio migliore amico, è il fratello della mia ragazza. Fai la brava e non comportarti come fai di solito con quelli che ti piacciono e che dopo cinque minuti di conoscenza li baci” mi guarda supplicante.
Lo guardo fessurizzando gli occhi “E tu che ne sai di queste cose?”
“Papà e mamma mi hanno sempre tenuto informato su tutti i tuoi amori”
Alzo gli occhi al cielo “Comunque sta tranquillo. Con Mike faccio la brava. Prometto che non gli salto addosso ok? Prima devo studiare la situazione. Magari ha già la ragazza o non gli interesso”
“Se può consolarti, la ragazza non ce l’ha e che io sappia non è interessato a nessuna. Ma tu vedi di non traumatizzarlo con la tua troppa espansività e follia, ok?” mi fa l’occhiolino “Ora vado al lavoro. Poi oggi pomeriggio sono tutto tuo”
“Se vedi Mike mettici una buona parola per me, mi raccomando”
“Ehi, sorella pazza, Jake” Chris ci raggiunge allegro, sventolando in mano un foglietto “Stasera la tipa del 9D da una festa in terrazza. Ammesso che non la bruci visto che scrive di non saper usare il barbecue”
Mi avvicino a Chris minacciosa “Una cosa scusa? Cos’è che fa quella?”
“Una festa, una cena che ne so. L’importante è che faccia i dolci” fa spallucce.
“Allora… Io questa Alexandra Collins non la conosco ma già non va bene. Primo: io dovevo fare la festa stasera. Secondo: io so fare i dolci a meraviglia” brontolo seccata.
“Dai la fai domani, che ti frega”
“Mi frega che l’avevo deciso prima io”
“E che ne sai?”
“Lo so e basta”
“Chris, Keira, per favore non fate i bambini” ci riprende Jake “Ti prenoto la terrazza per domani sera ok?” mi dice.
“Perché devi prenotarla per una festa?”
“Eh sì tesoro”
“Sarà per questo che la tipa del 9 te l’ha fregata” ride Chris e si becca un calcio negli stinchi che lo fa zittire subito.
 
Questa è una giornata di merda. Ma veramente di merda. E lo so io il perché. Non per la festa di Alexandra, per carità, ci vado anche volentieri. Così mi segno i dolci che prepara e io ne farò altri. Ovviamente più buoni. Il problema è Chris. Chris e i suoi stupidi cartoni di Lilo e Stich. Cioè, a vent’anni lui la mattina deve vedere i cartoni di Lilo e Stitch. Così oggi non ho visto il video di The Kill. E ovviamente la giornata sta prendendo una piega da schifo. Meno male che almeno ho conosciuto Mike.
Sto passando di porta in porta a invitare i miei nuovi coinquilini alla festa di domani.
La prima alla quale busso ovviamente è quella dei miei vicini di casa.
"Arrivo!" sento dire a una voce maschile in lontananza. Dopo qualche secondo mi apre Mike. È senza maglietta e indossa dei jeans neri un po' strappati sulle ginocchia e sul sedere.
"Keira?" domanda stupito, sorridendomi.
Rimango a fissarlo per qualche secondo in silenzio, a bocca aperta. Evidentemente vuole farmi morire d'infarto.
"Ci-Ciao" lo saluto con un piccolo sorriso, cercando di riprendere le mie facoltà intellettive e a tenere a freno gli ormoni. L'ho promesso a Jake che avrei fatto la brava con Mike. Altrimenti sì che ora lo avrei sbattuto volentieri al muro per baciarlo.
"Prego entra.." si scansa sulla sinistra e mi fa cenno d'entrare.
"Beh io veramente..." ma che cavolo sto dicendo? Mi invita a entrare e sto per dire di no? "Grazie" sorrido, entrando in casa.
"Accomodati, fa come se fossi a casa tua!" mi sorride passandosi una mano tra i capelli umidi "Vuoi qualcosa da bere?"
Oddio, com'è più che funziona in questi casi? è più educato accettare o rifiutare? "Grazie" mi siedo sul divano "Ma sono solo di passaggio a dir la verità"
"Arrivo subito" sorride sparendo verso la cucina. Dopo qualche secondo torna con un vassoio pieno di bibite.
"Non sapevo cosa preferissi, e ho portato qua tutto!" mi dice porgendomi il bicchiere, dopo aver posato il vassoio sul tavolino "Come mai sei passata?"
"La Coca cola è perfetta, grazie" prendo la bottiglia e faccio per servirmi "Volevo invitarti, cioè invitarvi, a tutti voi intendo, alla mia festa di domani sera, su in terrazza. Visto che sono nuova mi sembrava una cosa carina per fare conoscenza" sorrido.
"Molto volentieri! Ma te vieni sta sera, vero?" si siede vicino a me. Molto volentieri ha detto. E mi ha anche chiesto se stasera vado alla festa della tipa. Ok, Keira smetti di gongolare dentro di te e ricomponiti.
"All'altra festa? Sì vengo" sorrido "Lo so che non è il massimo una festa dietro l'altra, ma io volevo farla stasera, solo che non sapevo di dover prenotare la terrazza. E ormai ho comprato tutto" dico a mo di spiegazione.
"Ma guarda a noi piacciono le feste, e poi almeno ci si diverte!"
"Meno male" mi rilasso, bevendo un sorso di coca cola "Andrai a darle una mano per il barbecue? Non so se hai letto il suo invito" la butto lì, se magari lui va prima con qualche scusa potrei andarci anche io.
“Mi sono offerto volontario. Per ringraziarla della torta che mi ha preparato. Che era a sua volta un ringraziamento per averla aiutata nel trasloco” sorride “E’ stata gentile. È difficile trovare persone così al giorno d’oggi”
“Già” commento e chissà come mai questa Alexandra mi piace sempre meno “E’ un problema se vengo a farvi compagnia?” chiedo con aria innocente. Sarà meglio studiare il rapporto che Mike ha con questa ragazza.
"No anzi! Mi farebbe piacere!"
"Così magari insegni anche a me come usarlo. Io in cucina sono brava solo con i dolci, per il resto no" rido.
"Dolci? Vado matto per i dolci!" esclama felice. "Ok, noi ci vediamo alle 18 su in terrazza, quando vuoi sei la benvenuta!"
“Grazie mille Mike” sorrido e mi alzo, posando il bicchiere sul tavolino “Ora vado. Ho appena iniziato il giro degli inviti e ho dodici piani ancora” rido.
"Allora buona visita del condominio! Ci vediamo più tardi, no?"
"Sì a più tardi" sorrido allegra, alzandomi e andando verso la porta.
Mi viene dietro, poi mi precede, e apre la porta per farmi passare.
"Grazie" lo ringrazio "A stasera allora"
Esco ancora gongolante da casa di Mike. Il suo è stato un invito un po’ guidato, ma è pur sempre un invito.
 
Seconda porta. Casa di Blaine e Ian. Me lo ricordo Ian. Un tipo carino, e un ottimo bevitore. Suono.
Dopo qualche istante la porta riapre e spunta la faccia del ragazzo. Mi scruta attentamente.
“Ciao, sono Keira, la sorella di Jake. Non so se ti ricordi di me. Ci siamo visti alla festa di Antea, qualche giorno fa”
“Sì, mi ricordo di te. Se cerchi Blaine, è non so dove a fare non so cosa, con non so chi
“Veramente cercavo entrambi” sorrido “Domani sera do una festa su in terrazza e sono passata a invitarvi”
“Una festa dici?” si fa pensieroso “Non so… facciamo che ci penso e poi ti dico”
“Non c’è bisogno che me lo dici per forza. La festa inizia dalle 20 in poi. Se tu e Blaine volete venire siete i benvenuti”
“Ok allora ci vediamo domani sera probabilmente”
“Perfetto. Ci conto eh” sorrido “Ciao Ian”
“Ciao Keira” mi saluta e richiude la porta. Che strano tipo. Simpatico però.
 
Terza porta. Suono e poco dopo sento un “Chi è?” provenire da dietro la porta.
“Sono Keira Bailey, la sorella di Jake Bailey, quello dell’appartamento 12C. O la coinquilina di Chris se preferisci, sempre del 12C”
Porta si apre e un ragazzo mi fissa curioso, anche un po’ infastidito forse “Piacere, Samuel Townsend”
“Scusa se ti disturbo, ma domani sera do’ una festa in terrazza e volevo invitarti”
Mi lancia un’occhiata indecifrabile e resta in silenzio “Due feste in due giorni” commenta, ma non sembra entusiasta “Ci penserò” mi dice poi, restando sul vago.
“Ok” sorrido “La festa inizia alle 20. Allora ciao e spero di vederti”
“Ciao” mi saluta e richiude la porta. Rimango a fissarla interdetta per qualche secondo, poi scrollo le spalle e continuo il giro.
 
Terza porta. Suono e questa volta è una ragazza ad aprirmi.
“Ciao” mi sorride “Cercavi per caso Mandy o Eve?”
“Entrambe a dir la verità. Sono Keira Bailey e…”
“Eve! C’è Keira per te!” la ragazza si volta verso il corridoio, chiamando a gran voce l’altra ragazza.
“Chi scusa?” Eve compare sulla soglia, con un asciugamano in testa “Oh Keira ciao. Vieni entra” mi fanno accomodare “Come mai questa visita?” chiede curiosa con un sorriso.
“Volevo solo invitarvi a una festa”
“Una festa, che bello! Dove?” si intromette la ragazza sconosciuta e la guardo un po’ perplessa “Che sbadata. Io sono Kathleen, ma puoi chiamarmi Kath, la sorella di Eve e Amanda. Mi sono trasferita qui da poco” mi porge la mano.
Gliela stringo “Piacere di conoscerti, io sono la sorella di Jake Bailey, non so se lo conosci” lei fa un cenno affermativo con la testa “Sono nuova anche io e domani sera organizzo una festa in terrazza. Volete venire?”
“Certo molto volentieri!” esclama Eve “Mandy sarà entusiasta di tutte queste feste” ride “Posso offrirti qualcosa?”
“No grazie” sorrido “Ma devo finire il giro degli inviti e poi mettere Jake ai fornelli secondo le mie direttive da grande chef incapace di cucinare”
Le due ragazze scoppiano a ridere “Allora ci vediamo stasera alla festa di Alexandra se vieni e poi anche domani sera”
“Sì, a stasera allora. E domani venite pure dalle 20 in poi” mi riaccompagnano alla porta.
 
Ennesima porta a cui sto suonando. Ma nessuno è ancora venuto ad aprire. Sbuffo spazientita.
“Keira! Ciao! Che stai facendo?” la voce squillante di Antea mi fa voltare e la vedo raggiungermi con Amanda e Blaine.
“Sto facendo il giro degli inviti. Domani sera do’ anche io una festa, per fare conoscenza. Ho già avvertito i vostri fratelli e sorelle” sorrido.
“Cibo gratis? Certo che vengo!” esclama Blaine interessata.
“Montagne di dolci gratis” replico io e vedo i suoi occhi illuminarsi.
“Ma che ci fai davanti alla porta di Sergey?” chiede Antea
“Volevo invitarlo”
"Vuoi che ci uccida e ci frigga in padella assieme alle patate?" Blaine mi guarda allibita.
"Sei pazza??? Vuoi trasformare la tua cena in una versione splatter di Venerdì 13? O Freddy vs Jason?" si intromette Amanda.
"Perchè Freddy vs Jason non è già splatter? Comunque non farlo se vuoi rimanere viva" insiste Blaine.
Io, che ovviamente non capisco, mi giro a guardare perplessa Antea, che sorride un po’ imbarazzata.
“Ma perché scusate non dovrei invitarlo?” domando curiosa alle altre due ragazze.
“Perché è un tipo losco” Amanda mi si avvicina e mi tira via dalla porta. Si guarda intorno come per accertarsi che non ci sia nessuno e poi sussurra “E’ un doppiogiochista. È un componente del Kgb, ma è in contatto con la Cia. e fa il cecchino per la Cia” e inizia a spiegarmi tutta la loro teoria.
“Ho capito” mormoro alla fine “Allora no, meglio non invitarlo” fisso la porta “Però il biglietto nella posta ce lo lascio. Altrimenti potrebbe insospettirsi se ho invitato tutti e lui no. Non deve sapere che noi potremmo sapere” Blaine e Amanda annuiscono convinte “Dovremmo trovare il modo di spiarlo” e le due ragazze annuiscono ancora di più.
 
Mi sono praticamente fatta dodici piani di scale a piedi. Sono a pezzi. E molti inquilini non li ho trovati. Così mi toccherà scrivere un biglietto di invito e lasciarlo nella cassetta della posta. E questo vuol dire salire a casa, scrivere e scendere di nuovo. Ma stavolta uso l’ascensore!

KEIRA BAILEY

vita quotidiana, ragazzi
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